Storia di Leuca  /  Escursioni e Grotte  /  I Dintorni e i lidi balneari  /  il Gibò la discoteca d’elite  /  L’Arte e le Chiese

Santa Maria di Leuca

Foto CC BY-ND di loloieg su Flickr

Dal promontorio japigio, pare quasi di ” vedere ” l’incontro tra lo Jonio e l’ Adriatico.

Santa Maria di Leuca ci appare come una conca che dolcemente scende al mare; protetto dalle due punte, del Meliso e della Ristola, lo specchio d’acqua su cui si affaccia è quasi sempre calmo. Qui l’estate comincia ad Aprile e termina a Ottobre. Tuttavia il mare non è quel lago inerte di certi celebri litorali adriatici ma quanto mai vivo e vario, con un fondale basso e variopinto all’altezza degli arenili, profondo e ricco di vegetazione vicino alle punte.

Santa Maria di Leuca è la punta estrema dello stivale e del tacco d’ IItalia, è una cittadina sul mare dal colore blu scuro, le cui acque sono freschissime, vicina alla Grecia e all’Albania.

Leuca ha un fascino latino-mediterraneo, facilmente percepibile dal turista che rimane incantato per la sua bellezza.

Verso il lungomare fiorito di oleandri, è possibile ammirare le alte scogliere, scendono a gradinate i giardini delle ville padronali, quasi tutte di gusto liberty, misto a motivi moreschi con le torrette, i gazebi turcheschi; a Leuca si respira quel fascino sottile e malinconico che fa parte della particolare atmosfera del posto in cui ritroviamo un tipo d’ospitalità d’altri tempi.

Il forestiero è per la gente di Leuca prima di tutto un ospite e come tale deve essere trattato; il turista, difatti, viene accolto con la massima cordialità, gentilezza e simpatia, e qui può avere a sua disposizione ottimi alberghi, numerose locande e case private che lavorano a pieno ritmo dall’inizio alla fine della stagione.

Leuca è una frazione di appena 1.062 abitanti, appartiene al comune di Castrignano del Capo e, di notevole rilievo, è da evidenziare come la località turistica rappresenti la propaggine più meridionale tra i vertici ideali del Salento, insieme a Taranto e a Pilone. Più precisamente per S. Maria di Leuca si intende la zona sopra il promontorio dove si trovano la Basilica e il faro, uno dei più importanti d’ Italia con un’altezza di circa 50 metri e collocato a 100 metri sul livello del mare. Mentre, per Marina di Leuca si intende quella zona compresa tra Punta Meliso ad est e Punta Ristola ad ovest. A Punta Meliso, viene convenzionalmente posto il punto che separa la costa adriatica e la costa ionica, anche se nella realtà è il Comune d’ Otranto il confine ufficiale.

La leggenda narra che Santa Maria di Leuca sarebbe stata il primo approdo di Enea e di Pietro Apostolo successivamente, il quale, arrivato dalla Palestina iniziò la sua opera di evangelizzazione per poi giungere a Roma.

A Leuca, termina l’ Acquedotto Pugliese la cui costruzione iniziò nel 1906 e qui sfocia nel mare. A segnarne il termine è la scalinata e la colonna romana inviate da Roma da Benito Mussolini.

A parte la serena bellezza, Leuca ha il vantaggio di essere ben collegata agli altri centri del Salento, possiede un porticciolo che consente l’approdo alle imbarcazioni da diporto e ha un discreto mercato ittico, ottima è la pesca di aragoste quella con la traina, la pesca d’altura e per conseguenza abbonda il pesce fresco e i prezzi non sono proibitivi.

Escursioni e Grotte

thCAKVHMTSIl litorale  è ricco di bellissime grotte, alcune raggiungibili dal mare e denominate : del Diavolo, del Fiume, del Presepio, Treporte, del Bambino, dei Giganti, della Stalla, del Drago.

I barcaioli qui sono abilissimi ed è piacevole ascoltarli parlare nel loro accento mite e gentile, anche perchè ci si accorge subito di avere a che fare con gente aperta, incline ai rapporti semplici. Siamo infatti nel Capo, estremo lembo d’ Italia, dove sembra che si sia rifugiata la residua dolcezza della stirpe contadina.

La grotta del Diavolo rappresenta un ottimo richiamo per i turisti, si chiama così poichè gli abitanti di Leuca dicevano di sentire strani boati provenienti dalla grotta come grida di entità demoniache. Per questo secondo la leggenda è stata soprannominata la ” porta dell’ Inferno “.

All’interno della grotta ci sono stati numerosi scavi archeologici e sono stati ritrovati reperti di cui la maggior parte è stata conservata al Museo di Lecce e di Maglie: resti di ossa, armi e utensili utilizzati per la caccia delle prede. La grotta viene divisa in tre parti: l’ingresso principale, la parte centrale e un atrio che si restringe fino ad aprire due strade che conducono al mare. La grotta è caratterizzata da una serie di massi depositati sullo sfondo dello stagno di acqua cristallina e pura che si è formato nel corso dei decenni.

La grotta del Fiume si trova oltrepassando Punta Ristola via mare e, possibilmente quando il mare è calmo, si può accedere a questa grotta. Qui ritroviamo i resti dell’attività carsica ed è caratterizzata da una parte di acqua dolce che va a fluire nel mare salato.

La grotta del Presepe con formazioni stalattitiche che sembrano riprendere la Natività da cui il nome.

thCAHPA6N7La grotta Treporte, chiamata così per l’ingresso a tre accessi, accessibile in barca e all’interno della quale l’acqua è freschissima e ci si può rilassare e ripararsi dal sole godendo di una piacevole frescura.

La grotta del Bambino alla quale vi si accede tramite la grotta delle Treporte dove furono rinvenuti i resti di un elefante e di un rinoceronte risalenti all’epoca di Neanderthal.

La grotta dei Giganti così chiamata perchè secondo la leggenda qui furono sepolti i giganti uccisi da Ercole Libico.

La grotta della Stalla, senza dubbio una delle più belle, con i suoi giochi di luce e che veniva usata come riparo per i pescatori in difficoltà.

La grotta del Drago, uno spettacolo della natura, profonda circa 60 metri e così chiamata perchè la roccia calcarea è a forma di testa di Drago. Ancora, la grotta di Ortocupo, anche soprannominata grotta degli Spruzzi o Soffi perchè qui si creano spruzzi d’acqua più o meno ogni cinque secondi, ed è proprio in questo frangente di tempo che il turista, esperto nuotatore o acompagnato da una guida, può immergersi nell’acqua oltrepassando l’entrata della grotta che si vede solamente andando sott’acqua. Una volta entrati sembra di stare in Paradiso, le fessure degli scogli che formano la grotta, lasciano entrare i raggi di sole creando un laghetto d’acqua nel quale ci si può specchiare.

Queste le più importanti e conosciute ma nella realtà ce ne sono tante altre piccole, medie, grandi come ad esempio la grotta delle Giole a Levante. Giolo-ciolo in dialetto vuol dire corvo, difatti, tale grotta, è famosa proprio per la presenza di corvi e, si presenta con numerose camere d’aria. Questa grotta è tanto bella quanto temuta dal bagnante impreparato poichè al suo interno si trova una piscina d’acqua freschissima, se non proprio gelida, infatti, per tutta la grotta, si sentono gli echi delle grida dei bagnanti che passano da una temperatura molto alta, ad un’altra molto bassa che fa benissimo alla pelle ed è ideale per contrastare le insolazioni.

Per visitare le grotte si possono noleggiare le barche e i gommoni sia al porto di Leuca che a quello di Torre Vado o Castro. Altrimenti è possibile fare una escursione in barca con la guida che spiega la storia delle grotte e sulla quale si può anche pranzare a base di pesce fresco.

Raggiungibile via mare con la barca o lungo la strada a pochi passi da Santa Maria di Leuca, c’è una piccola località chiamata Ciolo, caratterizzata da un’alta insenatura rocciosa e famosa per i tuffi dal Ponte Ciolo da un’altezza di circa 40 metri verso il mare cristallino e verde smeraldo.

Questi tuffi a picco sul mare, sono ovviamente solo per i turisti temerari e per chi pratica sport estremi.

I Dintorni e i lidi balneari

941457_160566860787926_282056213_n[1]Leuca è una zona ricca di scogliere, per tale motivo gli stabilimenti balneari sabbiosi sono situati nei dintorni. Tra i più conosciuti e frequentati ricordiamo: Lido Venere nei pressi di Torre Vado, Le Maldive del Salento sulla strada per Leuca-Marina di Pescoluse e Lido Azzurro, questo molto vicino a Leuca.

Tutti i lidi sono molto grandi e attrezzati, dotati di servizi igienici e disco-pub serali.

Lido Venere possiede una bellissima spiaggia, accanto si trovano mini appartamenti sul mare ed è dotato di un ampio parcheggio; è un lido romanticissimo conosciuto per l’ottima qualità del suo ristorante a base di pesce che è possibile mangiare sulla terrazza antistante la spiaggia, accompagnati da una piacevole musica in sottofondo. Al piano superiore si trova un’altra terrazza, adibita per l’aperitivo serale e molto frequentata dai turisti che ritornano dalle gite in barca e che amano gustare cocktails esotici al calar del sole. Il personale è ospitale e gentile, spesso servono il pranzo o la cena in riva al mare, un mare pulitissimo, come la sua spiaggia, ricca di ombrelloni dello stesso colore del mare.

97778[1]Un’altra spiaggia di notevole importanza è quella del lido Le Maldive del Salento a Marina di Pescoluse, sempre nei dintorni di Leuca. E’ famosa per la bellezza del suo mare piatto come una tavola da surf e color verde smeraldo, da qui deriva infatti il suo nome Maldive. Meta gettonata dai turisti che all’entrata dello stabilimento fanno una breva sosta per fotografare la sdraio gigante costruita appositamente per simboleggiare tale spiaggia. Le Maldive sono attrezzatissime, troviamo bar, snack-bar, tre vasce idromassaggio, giochi acquatici per i bambini, campetto di calcio, aperitivi a suon di musica house, gazzebi bianchi, tavoli e passerelle ben curate, l’ideale per chi ama trascorrere le vacanze in famiglia.

618_davanti_lido_venere[1]Molto vicino a Leuca incontriamo la spiaggia del lido disco-club ristorante Lido Azzurro sul lungomare Cristoforo Colombo, dove si trova la terrazza più bella di S. Maria di Leuca! E’ uno stabilimento storico inaugurato nel lontano 1960 ed è diventato uno dei lidi-locali notturni più in dalla movida sud salentina. Offre un’ ottima cucina con specialità di pesce e nel corso degli anni sono transitati numerosi vip come Asia Argento e Maddalena Corvaglia. In tale lido suona il famoso dj Vannj del Bar Italia che organizza insieme al suo staff serate ed eventi all’insegna del divertimento allo stato puro come le cene-spettacolo.Leuca con il suo mare è una terra di Nababbi, ricca di yatch e di nobili signori, ad oggi rappresenta insieme a Gallipoli la Perla del Salento.

il Gibò la discoteca d’elite

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Foto da www.gibo.it

Sulla costa, nei pressi di Ponte Ciolo, si trova una famosa discoteca, il Gibò, la più suggestiva del Salento, costruita a strapiombo sugli scogli, di circa 4 piani, incastonata su un promontorio selvaggio che domina l’incantevole scorcio del Ponte Ciolo.

Il Gibò è anche un ristorante lussuoso, costoso e decisamente famosissimo, da oltre venticinque anni il locale notturno e’ un punto di riferimento, se non addirittura una istituzione della movida salentina.

Intimi privèe, terrazze e tre piste dove ballare diversi generi musicali, per non parlare poi, del piano bar, molto romantico. E’ qui che si concentrano tutti i personaggi più famosi e ricchi del Salento, è qui che ritroviamo i calciatori che bevono Cristal e Moet Chandonne, è qui che si spendono come minimo mille euro per tavolo, è qui che la gente ha quasi sempre più di 30 anni, ed è qui che la moda detta legge!

Il Gibò possiede uno snobbismo piacevole, ci si diverte tantissimo ed è possibile ammirare le più belle albe d’ Italia; si organizzano serate e matrimoni e, in tutta la provincia di Lecce, la maggior parte delle automobili e delle motociclette, sfoggiano il famoso adesivo con la scritta Gibò, come per denotare: ” Anche io l’ho visto! Anche io ci sono stato almeno una volta nella mia vita! “. E’ proprio vero, il Gibò, soprattutto un tempo, era una discoteca super selezionata, rappresentava il sogno, il locale più bello d’Italia, ancora oggi lo è, ancora oggi si fa a gara per entrarci, per visitarlo. Ne vale la pena! Proprio qui, è stata girata la fiction con il famoso attore Diego Abatantuomo, ” Il giudice Mastrangelo ” che rimase incantato da tanta bellezza, fascino e buon gusto.

Per tutti i turisti si consiglia di andarci, in special modo nel mese di Agosto.

L’Arte e le Chiese

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Tra le ville ottocentesche a Leuca troviamo Villa Episcopo dalla facciata bianca e celeste, Villa Sangiovanni immersa nel verde delle Palme, Villa Meridiana, Villa Mellacqua, Villa Tamborino, Villa Daniele completamente di colore bianco, e Villa Colosso.

Di primaria importanza è il Santuario di Leuca che risale ai primordi del Cristianesimo e che sorge là dove c’era stato il tempio dedicato alla Dea Minerva della quale si conserva ancora oggi un’ara su cui venivano offerti dai Luchesi i sacrifici alla Dea.

” Scacciato da questo tempio il culto degli idoli dal Divino Pietro, i suoi discepoli lo dedicarono alla Vergine Madre di Dio “.

Il Santuario è stato distrutto ben cinque volte dai Turchi e dai Saraceni ma fu ricostruito sempre secondo gli stessi perimetri. Dopo la sua demolizione a causa dell’ editto di Diocleziano e di Galesio che ordinava la demolizione di tutte le Chiese il 1 Agosto del 343, la nuova Chiesa fu riedificata e dedicata a Maria dal Papa Giulio I.

Purtroppo, le devastazioni non cessarono, e la Chiesa dopo averne subite altre, finalmente nel 1507 i Del Balzo fecero ricostruire il Santuario con una bellissima immagine della Madonna con il Bambino, opera di Giacomo Palma iunior su commissione del vescovo Del Balzo.

thCAR0Q2MUOggi Leuca si tende a chiamarla Madonna delle Frontiere poichè dall’estremo lembo d’ Italia Maria spalanca le braccia verso Oriente come una barriera per fare del Mondo intero un unico popolo di Dio.

L’origine del nome Leuca deriva dai greci che soprannominarono questa terra Leucos, ” la bianca terra ridente rischiarata dal sole “; mentre dai romani fu ribattezzata “de finibus terrae” per indicare il limite dei cittadini romani al di là del quale iniziavano i coloni ( Provinciales ).

Questo grandioso Santuario è meta di pellegrinaggi frequenti, numerose sono state le visite dei Papi. Si crede dai tempi dei tempi che chi voglia andare in Paradiso deve prima sostare in preghiera in questo Santuario.

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