Storia di Otranto  /  Festività  /  I Dintorni e la grotta della Zinzulusa  /  Il Mare, le Spiagge ed i Laghi  /  L’Arte e le Chiese  /  La Cava di Bauxite  /  La Cucina e Ristoranti


Otranto

Esattamente lungo la statale adriatica, vicino Martano, la strada comincia a scendere verso il mare. Qui incontriamo Otranto che rappresenta la perla dell’adriatico, mentre Gallipoli, ribadiamo essere la perla dello Ionio trovandosi dalla parte opposta. Otranto è un fierissimo borgo di pescatori e di contadini, circondato da mura e protetto dal castello fatto costruire da Alfonso d’ Aragona, dopo l’avvenuta liberazione della città dai turchi. Otranto possiede un cielo e un mare dalla luce smaltata, un posto ideale per tutti gli innamorati o per chi è alla ricerca dell’amore. All’interno delle mura le viuzze sono coperte di acciottolato, scalinate che si affacciano su minuscole piazzette e l’immancabile Palma nel mezzo, le palle di pietra lanciate dalle bombarde turche, sulle soglie dei palazzotti, archi, mensole ma soprattutto i fori, le brecce, antiche ferite dell’assedio. Sbucano tra le nasse e le reti, visetti bruni di bimbi dall’occhio vivo, dai lineamenti marcati; s’affacciano dalle porte basse, donne dall’ovale perfetto che salutano con un breve sorriso gentile e dignitoso. In tutti gli otrantini traspare l’antica fierezza. “Sangue fino, contro il turco malandrino”, come canta la voce popolare. Gli otrantini, difatti, come la storia ci insegna, pur consapevoli di non poter resistere ad una così grande armata turca capeggiata da Acomat Pascià, risposero ugualmente con coraggio e fierezza, affermando che avrebbero combattutto sino all’ultimo uomo, per Cristo e il proprio re. Purtroppo i turchi irruppero nella città e fecero strage di superstiti tra le rovine fumanti, donne e bambini insieme all’Arcivescovo Pandinelli ed alcuni religiosi furono trucidati, decapitati, le donne violentate, gli uomini tratti in salvo resi schiavi o costretti a scegliere tra il martirio o l’abiura, essi preferirono la morte. Da quanto sovraesposto, si evince la forte cultura e il forte legame che vige tutt’oggi tra la popolazione salentina con la religione cristiana, basti pensare anche che, durante gli assedi dei turchi, un otrantino fu capace di far convertire un soldato turco al cristianesimo, nonostante fu poi quest’ultimo messo a morte da Acomat. E’ tuttora visibile, nella cattedrale di Otranto una tela che raffigura il Berlabei, ovvero il turco carnefice covertitosi alla religione cristiana.

Tuttavia, Otranto fu prima della sua distruzione, un importante centro commerciale politico e religioso sotto i Bizantini e l’ intera provincia fu denominata Terra d’Otranto perchè qui aveva sede la massima autorità religiosa d’ Oriente e perchè la sua posizione geografica era proprio rivolta verso l’Oriente.

Festività

otranto_jazz_festival[1]

Da non perdere ad Otranto tra il 13 e il 14 Agosto, sono i festeggiamenti dei Beati Martiri di Otranto, con i fuochi artificiali sull’acqua. I Beati Martiri Idruntini sono patroni insieme a San Francesco della città di Otranto.

E’ una festività molto sentita e sono presenti tutte le autorità sia civili che religiose.

In data 3 Settembre invece, vi è la Festa della Madonna dell’ Altomare con i fuochi pirotecnici ed una processione che si svolge a mare. E’ un evento molto sentito tra la popolazione e vi è una forte partecipazione da parte dei marinai, dei pescatori e di tutti coloro che vivono in mare.

Molto interessante ad Otranto è anche la festa dell’uva il 30 Settembre, mentre in diverse date ogni anno si festeggia la ” Notte Rosa “, solitamente nel periodo compreso tra la fine di Giugno e la metà di Luglio. Dal nome Notte Rosa si comprende come tale manifestazione sia interamente dedicata alle donne, al loro lavoro, la loro arte, musica, teatro, letteratura e impegno sociale e, durante tale evento, gli ospiti sono tutti al femminile.

Il 22 Luglio invece, vi è l’ Otranto jazz festival che si tiene nel fossato del Castello di Otranto dove suonano i più importanti nomi della scena internazionale.

I dintorni e la Grotta della Zinzulusa

grotta_zinzulusa[1]Nelle vicinanze di Otranto, l’occhio del turista amante delle bellezze della terra salentina, non può non visitare Castro, un comune di 2.500 abitanti, una località prettamente mediterranea baciata dal sole e accarezzata dal vento. E’ una cittadina che possiede un attivo centro di pescatori, artigiani ed operatori turistici ed è stata illo tempore contesa tra i Normanni e i Bizantini. La Marina di Castro sorge su una delle più belle scogliere d’ Italia e il porticciuolo è ricavato in un’ascella della roccia fra strapiombi di falesia dorata.

Tra i monumenti di Castro, di notevole rilievo è la Chiesa dell’Annunziata che possiede l’altare maggiore in completo stile barocco, la Basilica Bizantina, il Palazzo Vescovile e il famoso Castello Aragonese che venne semidistrutto quando la città fu invasa dai Turchi.

A Castro, ciò che attrae maggiormente il turista sono le aree naturali delle grotte: della Zinzulusa e Grotta Romanelli.

La grotta della Zinzulusa è tra le mete predilette per le gite scolastiche e rappresenta una delle più interessanti manifestazioni del fenomeno carsico nel territorio salentino. Il nome Zinzulusa deriva dalla presenza, al suo interno, di numerose stalattiti e stalagmiti che alla luce del sole ricordano tanti panni appesi ( zinzuli in salentino ). La grotta si è originata durante il Pliocene per effetto dell’erosione operata dall’acqua sul sottosuolo salentino. La grotta si articola in tre parti.

La zona, opportunamente valorizzata dall’ E.P.T., che vi ha fatto costruire un bar-ristorante con piscina, è giustamente meta di visitatori da ogni parte del mondo. La Zinzulusa sulla costa tra Santa Cesarea e Castro Marina, s’apre all’improvviso e sembra l’antro di una maga che, nella grotta incantata, prepara chissà quali misteriosi filtri!

Dentro, l’illuminazione elettrica consente di osservare le più strane formazioni stalattitiche, cavità, un tempo colme di guano, e di avanzare sino a percepire il misterioso sfrigolio dei pipistrelli che riempiono a centinaia una sala enorme, e di scoprire ad un certo punto un laghetto nel quale vive il misterioso pesciolino cieco, ultimo esemplare di una fauna vissuta duecentomila anni fa.

La Grotta Romanelli è una grotta costiera, posta nelle vicinanze della grotta Zinzulusa. E’ stata la prima grotta italiana a restituire resti d’arte parietale risalenti al Paleolitico, motivi incisi su osso e pietre con temi zoomorfi o in misura minore antropomorfi.

palazzo_arabesco[1]Per tutti i vacanzieri amanti del divertimento a Castro si trova la discoteca Blu Bay, senza dubbio la più nuova e più bella di tutto il Salento, ove all’incirca due anni fa andarono i giornalisti dello Speciale Lucignolo bella vita, una trasmissione televisiva nazionale che parla di tutti i locali e le discoteche della movida notturna italiana preferiti dai turisti. La discoteca è grande e costruita nel mezzo di una piscina, è circondata dal verde delle Palme ed offre un panorama stupendo permettendo la completa visuale di Castro.

Sempre nelle vicinanze di Otranto, è da visitare Santa Cesarea; dopo Porto Badisco la strada costiera ricomincia a salire, mentre il paesaggio si fa sempre più ricco di vegetazione, pinete di un verde tenero coprono i pendii fino a mare, l’aria acquista una rara luminosità. Promontori e calette che ricordano la costa Ligure, senonchè qui tutto ha ancora un aspetto selvaggio e per chilometri non si vede un’abitazione, ma solo lo stupendo profilo della costa, con i pittoreschi promontori in prospettiva, che sfumano all’orizzonte.

A Santa Cesarea troviamo i segni di un turismo di vecchia data, nel senso di una maggiore organizzazione: alberghi di buon livello, ristoranti accorsati, stabilimenti balneari, piscine. Le costruzioni ripetono i motivi moreschi del Kursaal, un vecchio albergo di fronte al mare, che un tempo era celebre, quando ancora dominava un certo turismo d’elite che si concentrava appunto a Santa Cesarea e a Santa Maria di Leuca.

A dare impulso al turismo in questa località sono le terme, quattro sorgenti che sgorgano in quattro grotte, collegate ad altrettanti stabilimenti, per le cure idroterapiche, i fanghi radioattivi.

A Santa Cesarea Terme, si trova uno stabilimento balneare ricavato in un’antica cava di pietra, in una zona assai suggestiva denominata ” Archi “, molte villette private che si affittano per tutta la stagione, negozi per tutte le necessità, ottimi collegamenti stradali con l’interno. Una strada panoramica, attraverso una magnifica pineta, porta alla sommità del colle che domina Santa Cesarea, dove da un belvedere si può cogliere la costa in tutta la sua estensione, da Otranto a Leuca. Anche in questa zona vi sono buoni ristoranti che praticano prezzi piuttosto convenienti.

Il calendario turistico che a Santa Cesarea è abbastanza nutrito, comprende fra l’altro manifestazioni sportive interessanti, tra cui l’annuale gara nazionale di nuoto Zinzulusa-Archi, che si svolge in un percorso eccezionale per la presenza, lungo quel tratto di costa, di quelle grotte famose sucitate, come la Romanelli e la Zinzulusa. Queste grotte, si ribadisce, sono fra le più importanti, per la ricchezza del materiale preistorico in esse ritrovato, di un numero vasto di cavità più o meno profonde che sforacchiano continuamente la costa salentina. A parte la loro importanza scientifica si tratta di grotte veramente straordinarie, tutte da scoprire, dove a volte da una fessura misteriosa una sciabolata di luce crea iridescenze di meraviglioso effetto.

Tra le spiagge più importanti a Santa Cesarea vi è la Cala di Porto Miggiano in direzione Castro Marina, una splendida caletta rocciosa incastonata all’interno di una insenatura ad U. E’ incantevole ed è ben riparata dai venti, si inserisce in un tratto di costa ricco di faraglioni e grotte preistoriche, come la grotta Romanelli. Il mare è di colore turchese, cristallino e trasparente. Nei pressi della Cala di Porto Miggiano si trova la torre omonima, risalente al XVI secolo e raggiungibile dalla litoranea.

Le Piscine di Santa Cesarea Terme, invece, si trovano di poco a sud di questo comune salentino e si raggiungono attraverso una scalinata scavata nella roccia nei pressi dello stabilimebto Bagni Marini Archi. Si tratta di meravigliose piscine naturali creatisi all’interno di antiche cave, che col passare del tempo sono diventate piscine. L’acqua della piscina è bellissima e cristallina, sempre calma e bassa e, durante l’alta stagione, in tali piscine sono tantissimi i turisti e la gente locale che fanno il bagno.

 

Accanto alle Terme di Santa Cesarea, è importante evidenziare l’Albergo Grand Hotel Mediterraneo ove è possibile fare una pensione completa mangiando divinamente! Esistono anche pacchetti termali per i soli weekend e il personale delle Terme è molto gentile e a completa disposizione. Per la vostra cura e bellezza lavorano fisioterapisti e massaggiatori esperti, inoltre l’edificio e’ pittoresco e sembra di stare in un’altra dimensione piena di benessere e relax.

A Santa Cesarea vi è un bel passeggio, tanti bar, lounge bar e ristorantini; alcuni aggettivi per descriverla sono: nobile, leggera, suggestiva, austera, seduttiva!

Di particolare interesse storico-culturale sono le Ville, tutte dimore signorili come Villa Sticchi famosa per la sua cupola in pieno stile moresco, Villa Raffaella e il Palazzo Miramare, un palazzo stupendo che si affaccia sul mare ove è possibile fittare appartamenti a soli 50 metri dalle Terme.

Molto importante a livello artistico è la Chiesa di Santa Cesarea, la Chiesa Madre del Sacro cuore ove morì la vergine Cesaria a cui è stata edificata una statua in cartapesta per venerare a pieno la Santa Cesaria Vergine, patrona della cittadina.

Il Mare, le Spiagge e i Laghi

pugliamare1[1]Ad Otranto per tutti i turisti ci sono buoni alberghi, un camping sistemato su un pendio vicino al porto, piste da ballo, stabilimenti balneari, un traghetto che porta in Grecia in poche ore, e che permette di trascorrere un week-end a Corfù a prezzi da terraferma.

La costa a sud di Otranto è rocciosa in un pittoresco scenario tra promontori e ” calette”, fitte pinete, vasti arenili e ciuffi di scogli, così si presentano le ariose spiagge a nord di Otranto. La cittadina con il suo porto e i bastioni, si affaccia su di un mare blu cobalto.

A nord della città di Otranto vi troviamo i famosi Laghi Alimini, due laghi appartenenti all’Oasi protetta dei Laghi Alimini, collegati tra loro da un canale chiamato Lu strittu, un’altra attrattiva del Salento, che ha mare e pinete e laghetti nel paesaggio classico dell’olivo e dei vigneti.  Alimini Grande è denominato così proprio per la sua profondità che è di circa quattro metri a differenza di Alimini Piccolo che è il lago la cui profondità non supera il metro e mezzo. Il bacino di Alimini Grande è ricoperto da folte pinete e dalla macchia mediterranea; più a nord incontriamo il tratto della Palude Traguano che è sabbioso con numerose sorgenti fra cui la Zudrea. Il lago maggiore è salato quasi alla stessa stregua del valore di salinità del mare poichè quest’ultimo confluisce in esso; Alimini piccolo, ovvero il lago minore, invece, è creato dalle sorgenti di acqua dolce, denominato anche Fontanelle, alimentato dal canale Rio Grande; durante la stagione estiva però, le acque di tale lago minore tendono a diventare saline visto il fenomeno dell’evaporazione delle acque. Intorno ai bacini dei due laghi, si possono organizzare picnic nel bel mezzo di una ricca vegetazione piena di piante tra cui la rarissima orchidea di palude, la castagna d’acqua, una specie in via d’estinzione e una pianta carnivora, dotata di pettini che aspirano al proprio interno le prede.

I laghi costituiscono una Zona di Protezione speciale di importanza Comunitaria!

spiaggia-la-punta-otranto[1]All’interno dell’Oasi dei laghi, è da segnalare la Baia dei Turchi, un luogo incontaminato e raggiungibile solo a piedi, ove secondo la leggenda, durante la battaglia di Otranto, sarebbero sbarcati i guerrieri turchi.

Tra le spiagge dalla sabbia dorata ad Otranto, ricordiamo: Spiaggia La Punta, Baia d’Otranto, la spiaggia Alimini di Otranto molto vicina ai laghi lungo la litoranea Otranto-Torre dell’Orso.

In qust’ultima spiaggia, troviamo numerosi stabilimenti balneari come il Lido dei Pini, i Due Mari, Riva del Sole, Spiaggia Azzurra, dotati di ristoranti in riva al mare.

Il mare ad Otranto, è senza dubbio il mare più pulito d’ Italia, anche qust’anno ha ricevuto la bandiera blu per la purezza delle sue acque color celeste, azzurro, verde smeraldo. Da non dimenticare, è il lido balneare Bahia che la notte diventa discoteca sulla spiaggia. Otranto è molto attrezzata nel Salento per gli sport acquatici e, proprio presso il mare degli Alimini, è possibile praticare il Surf e il Kite-Surf.

Nel bel mezzo della macchia mediterranea, all’ombra delle pinete di questa meravigliosa spiaggia, i turisti possono trovare bungalow, residence, campeggi e appartamenti in affitto.

Sulla costa otrantina, inoltre, per i vacanzieri amanti dei villaggi, vi è il villaggio turistico ” Santo Stefano “, gestito dal club Mediterranèe, ove il divertimento è assicurato.

L’arte e le Chiese

mosaico-della-cattedrale-di-otranto-03[1]La Cattedrale, per giungere alla quale si percorre una breve e ripida salita, si affaccia su una piazzetta odorosa di mare. Il mare e il sole, più che l’abile scalpello di quei valorosi artigiani, hanno impresso la loro orma sul bel rosone della facciata, del quale si intravede tuttavia la finissima grazia decorativa. Fu eretta nel 1080 per volontà di Ruggero Normanno, e costituisce un esempio origianale di architettura di tipo paleocristiana.

cattedrale-otranto-1[1]Sui pavimenti delle tre navate in cui è divisa, si snoda il famoso mosaico dei martiri, opera del monaco Pantaleone (sec. XII. ), in tessere policrome, di stile romanico, in cui per altro si ravvisano influssi bizantini.

Molto interessante è la cripta, che poggia su 42 colonne di stile diverso, e sulle cui pareti troviamo resti di pregevoli affreschi.

Usciti dalla Cattedrale, basta percorrere il vicolo a destra per sbucare in una spianata che da una parte ci mostra il castello aragonese, con le due palme araldiche davanti, con le sue torri e la porta, e dall’altra allinea un certo numero di casette rustiche con la pergola. Il contrasto tra le due architetture è anche abbastanza simbolico delle due forze che difesero la città, quella del presidio militare e quella umile del popolo otrantino.

Volendo si può raggiungere subito la chiesetta di San Pietro, bizantina, che si trova in questa zona, è un esemplare di rara coerenza stilistica, con pianta a croce greca, le volte a botte, le pareti affrescate con motivi orientali.

La Cava di Bauxite

lago bauxite

Di notevole rilievo ad Otranto, nei pressi di Monte Sant’Angelo, è la Cava di Bauxite, un luogo magico e suggestivo meta dei vacanzieri curiosi e tappa obbligatoria per le gite scolastiche. La bauxite è un minerale dal quale si ricava l’alluminio e, grazie alle continue infiltrazioni d’acqua, oggi possiamo ammirare il favoloso laghetto che si è formato e che ha assunto un colore verde smeraldo. Intorno al lago la terra appare di colore rosso, proprio per la presenza del minerale, la bauxite difatti, è una roccia che è composta da diverse specie di minerali tra cui gli ossidi idrati di alluminio e ferro. La cava ha una importanza non indifferente a livello economico poichè il minerale veniva estratto e sfruttato prima della sua cessazione nel 1976; essa è meravigliosa, ricca di colori, con quel lago smeraldo dove ci si può specchiare, sembra di essere in un’altra dimensione!

Inoltre, la terra che circonda la cava, grazie al suo colore intenso, viene prelevata e utilizzata dagli artigiani locali per produrre il colore. La sua scoperta risale al 1940, anno in cui è iniziato anche il suo sfruttamento, poi cessato come detto poc’anzi.

I vacanzieri non possono escludere dalla loro vacanza una gita così interessante e al tempo stesso rilassante!

La Cucina e Ristoranti

frittino-e-polpo-bollito[1]Otranto offre a tutti i turisti ristoranti accoglienti, e ce n’è uno molto noto per il suo acquario dentro il quale spigole e dentici osservano inquieti i clienti.

Per chi invece desidera restare nella zona del porto, ci sono le osterie frequentatissime dai marinai, in cui si può gustare la zuppa di pesce: cernia, ” casciuli”, gamberi, calamari, cozze di Taranto, scorfani, immersi in un sughetto profumato di erbe aromatiche.

Tra le stradine strette e romantiche, numerosi e ricercati sono i negozietti che vendono souvenir e prodotti tipici locali, percorrendo tali vichi, facilmente raggiungibile è il vicino lungomare sul porto, dalla visuale incantevole e pieno di pub e locali e ristorantini posti attaccati gli uni con gli altri.

La cucina otrantina è caratterizzata dal cosidetto ” vurpo in sarza “, polpo bollito tagliuzzato e messo per diverse ore nel recipiente con olio, prezzemolo, aglio e limone.  Famose sono le cicorie ” rizze ” in brodo- ” ruìttia me llàna ”  che sarebbero poi i ” ciceri e ttria ” di Lecce.

Il cefalo arrosto è un piatto tipico del posto, così come le anguille di Alimini allo spiedo; ancora, ad Otranto è buonissima la ” urdichella “, ovvero la cosidetta fritta, verdura finissima e amarognola e infine i gelsi neri, le albicocche e le olive nere.

Tra i ristoranti più conosciuti ad Otranto ci sono: il ristorante Le Torri nei pressi del centro storico; il ristorante Peccato di Vino, vicino la Cattedrale, molto raffinato e di ottimo livello; il ristorante Podere San Michele ( località Fontanelle ), che è sito ai bordi degli Alimini in un meraviglioso podere; il ristorante Dal Baffo sul lungomare terra d’Otranto, famoso per la qualità dei suoi vini e ove è possibile mangiare anche la Paella spagnola, il sushi giapponese nonchè il sashimi; il ristorante Agli Angeli Ribelli famoso per il suo aperitivo con soli 15 euro di pesce crudo( pesce spada, tonno, salmone, gamberetti freschissimi, il tutto contorniato dalle friselline al pomodoro. ), mentre, per gli amanti dell’aperitivo caldo, il menù dello chef offre le cozze gratinate, gli spiedini di seppie e per finire, come dolce, lo zuccotto alla nocciola.

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